entrata in orario meridiano ed antimeridiano

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Fabio Piero Fracasso
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Iscritto il: 05/05/2015, 16:54

Buona sera.
Premesso che glie enti locali dispongono di un noto e relativamente ampio margine di autonomia in materia di orari, è possibile, comunque, individuare una linea di confine tra orario antimeridiano e pomeridiano? In particolare la distinzione si rivela interessante in tema di erogazione buoni-pasto, poiché - secondo taluni orientamenti ARAN - l'ingresso in ufficio che avvenga nella fascia oraria pomeridiana non dà diritto alla percezione degli stessi ...

Grazie per l'attenzione
t&t
Messaggi: 470
Iscritto il: 28/01/2015, 18:57

...credo dipenda da quanto stabilito da ogni Ente in merito agli orari dei dipendenti. In ogni caso sono stabiliti dei paletti in termini di n.ore massime e minime che devono intercorrere tra la fine lavoro della mattina e l'inizio nel pomeriggio...va da se che se si lavora solo la mattina o solo il pomeriggio il buono pasto non spetti.
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gsalurso
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Iscritto il: 27/01/2015, 13:26

La linea di confine tra "antimeridiano" e "pomeridiano" è mezzogiorno.
Vocabolario Treccani

antimeridiano agg. [dal lat. antemeridianus, der. della locuz. ante meridiem "avanti mezzogiorno"]. - [che è o si svolge prima di mezzogiorno: ore a., lezioni a.] ≈ mattutino.

pomeridiano agg. [dal lat. pomeridianus, der. di post meridiem "dopo mezzogiorno"]. - [del pomeriggio, che avviene o si fa dopo mezzogiorno: sonnellino pomeridiano]
l'interpretazione del testo dell'art.45, comma 2 CCNL 14/9/2000 non credo possa dare adito a dubbi
"possono usufruire della mensa i dipendenti che prestino attività lavorativa al mattino con prosecuzione nelle ore pomeridiane, con una pausa non superiore a due ore e non inferiore a trenta minuti."
Legge di Good: "Se hai un problema che deve essere risolto da una burocrazia, ti conviene cambiare problema." ;)
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