Probabilmente avete già affrontato l'argomento, ma con il cerca non riesco a trovare risposta ad un caso di riconoscimento della riduzione IMU per comodato gratuito, pertanto vi riporto il caso:
Figlia concede alla madre immobile A/3, il contratto è registrato in data 08/03/2017 e presentato al protocollo del comune il 07/04/2017 - Riscontro circa la lavorazione di questa pratica non vi è pertanto è stato notificato l'accertamento alla figlia.
A verifica è risultato che la figlia possiede solo questo immobile, ma lei abita c/o il marito . La madre che ha ricevuto l'immobile in comodato possiede un altro immobile A/4 . E' corretto rigettare la richiesta, poichè il comodatario non deve possedere altre abitazioni, mentre il comodante può avere quella che cede e un'altra?
Grazie anticipatamente per il chiarimento
Riduzione IMU per comodato, e comodatario avente già un A/4
SINTESI DELLE CONDIZIONI PER POTER BENEFICIARE DELLA RIDUZIONE DEL 50%:
- “parenti in linea retta entro il primo grado” vale a dire che il comodato è possibile solo tra genitori e figli;
- IL COMODANTE (chi dà l’immobile in comodato) deve avere RESIDENZA e DIMORA nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
- IL COMODANTE (chi dà l’immobile in comodato) deve possedere UNA SOLA ABITAZIONE IN ITALIA (per “una sola abitazione” s'intende “immobile ad uso abitativo” classificato nella categoria catastale "A" fatta eccezione per le categorie A/1-A/8-A/9);
- IL COMODANTE (chi dà l’immobile in comodato) può possedere un altro immobile a condizione che è destinato a propria “Abitazione principale “ ed ubicato nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
Il contratto di comodato deve essere REGISTRATO all'Agenzia delle Entrate (registrazione entro 20 giorni dalla data di stipula del contratto, a norma dell’art. 13 del D.P.R. n. 131 del 1986;ai fini della decorrenza dell’agevolazione (prendendo come riferimento la data del contratto di comodato) si considera per intero il mese durante il quale il possesso si è protratto per più della metà dei giorni di cui il mese stesso è composto;
Tutte le condizioni sopra riportate devono considerarsi necessarie ai fini del riconoscimento dell’agevolazione in oggetto, con la conseguenza che il venir meno di una sola di esse determina la perdita dell’agevolazione stessa.
- “parenti in linea retta entro il primo grado” vale a dire che il comodato è possibile solo tra genitori e figli;
- IL COMODANTE (chi dà l’immobile in comodato) deve avere RESIDENZA e DIMORA nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
- IL COMODANTE (chi dà l’immobile in comodato) deve possedere UNA SOLA ABITAZIONE IN ITALIA (per “una sola abitazione” s'intende “immobile ad uso abitativo” classificato nella categoria catastale "A" fatta eccezione per le categorie A/1-A/8-A/9);
- IL COMODANTE (chi dà l’immobile in comodato) può possedere un altro immobile a condizione che è destinato a propria “Abitazione principale “ ed ubicato nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
Il contratto di comodato deve essere REGISTRATO all'Agenzia delle Entrate (registrazione entro 20 giorni dalla data di stipula del contratto, a norma dell’art. 13 del D.P.R. n. 131 del 1986;ai fini della decorrenza dell’agevolazione (prendendo come riferimento la data del contratto di comodato) si considera per intero il mese durante il quale il possesso si è protratto per più della metà dei giorni di cui il mese stesso è composto;
Tutte le condizioni sopra riportate devono considerarsi necessarie ai fini del riconoscimento dell’agevolazione in oggetto, con la conseguenza che il venir meno di una sola di esse determina la perdita dell’agevolazione stessa.
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mafalda rossi
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Nel caso prospettato il comodante va a vivere nella casa del marito, e cede il suo immobile alla madre (linea retta) comodataria che ha già un immobile.tanino ha scritto:SINTESI DELLE CONDIZIONI PER POTER BENEFICIARE DELLA RIDUZIONE DEL 50%:
- “parenti in linea retta entro il primo grado” vale a dire che il comodato è possibile solo tra genitori e figli;
- IL COMODANTE (chi dà l’immobile in comodato) deve avere RESIDENZA e DIMORA nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
- IL COMODANTE (chi dà l’immobile in comodato) deve possedere UNA SOLA ABITAZIONE IN ITALIA (per “una sola abitazione” s'intende “immobile ad uso abitativo” classificato nella categoria catastale "A" fatta eccezione per le categorie A/1-A/8-A/9);
- IL COMODANTE (chi dà l’immobile in comodato) può possedere un altro immobile a condizione che è destinato a propria “Abitazione principale “ ed ubicato nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
Il contratto di comodato deve essere REGISTRATO all'Agenzia delle Entrate (registrazione entro 20 giorni dalla data di stipula del contratto, a norma dell’art. 13 del D.P.R. n. 131 del 1986;ai fini della decorrenza dell’agevolazione
(prendendo come riferimento la data del contratto di comodato) si considera per intero il mese durante il quale il possesso si è protratto per più della metà dei giorni di cui il mese stesso è composto;
Tutte le condizioni sopra riportate devono considerarsi necessarie ai fini del riconoscimento dell’agevolazione in oggetto, con la conseguenza che il venir meno di una sola di esse determina la perdita dell’agevolazione stessa.
Se la figlia (comodante) possiede solo l'immobile dato in comodato (come hai scritto nel primo post) il fatto che risieda con il marito nella casa di quest'ultimo non inficia l'agevolazione. La residenza della figlia però deve essere nello stesso comune.mafalda rossi ha scritto: Nel caso prospettato il comodante va a vivere nella casa del marito, e cede il suo immobile alla madre (linea retta) comodataria che ha già un immobile.
Il fatto che la madre abbia altri immobili non è condizione contemplata dalla normativa, quindi anch'essa non inficia l'agevolazione
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mafalda rossi
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Ricordavamo di aver letto da qualche parte, durante un corso, che chi riceveva (comodatario) non doveva possedere immobile abitativo. Ecco perchè ci era sorto il dubbio, Quindi dal lato del comodatario rileva solo il rapporto di parentela in linea retta, e non il parco immobiliare.Unborn ha scritto:Se la figlia (comodante) possiede solo l'immobile dato in comodato (come hai scritto nel primo post) il fatto che risieda con il marito nella casa di quest'ultimo non inficia l'agevolazione. La residenza della figlia però deve essere nello stesso comune. Si risiede nello stesso comunemafalda rossi ha scritto: Nel caso prospettato il comodante va a vivere nella casa del marito, e cede il suo immobile alla madre (linea retta) comodataria che ha già un immobile.
Il fatto che la madre abbia altri immobili non è condizione contemplata dalla normativa, quindi anch'essa non inficia l'agevolazione
ne approfitto per chiederti se la madre (comodataria) a sua volta registra il contratto di comodato per l'altro immobile ad un altro figlio , è corretto ? la madre riveste la doppia veste di comodataria e comodante?
esatto....e la residenza ovviamentemafalda rossi ha scritto: Quindi dal lato del comodatario rileva solo il rapporto di parentela in linea retta, e non il parco immobiliare.
vale sempre la residenza nel medesimo comune e il possesso di quel solo A/4. però si, così su due piedi, non vedo impedimenti normativi.mafalda rossi ha scritto:
ne approfitto per chiederti se la madre (comodataria) a sua volta registra il contratto di comodato per l'altro immobile ad un altro figlio , è corretto ? la madre riveste la doppia veste di comodataria e comodante?
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mafalda rossi
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Sempre con riferimento ai comodati e riduzione IMU vorrei esporti questo caso:Unborn ha scritto:esatto....e la residenza ovviamentemafalda rossi ha scritto: Quindi dal lato del comodatario rileva solo il rapporto di parentela in linea retta, e non il parco immobiliare.
vale sempre la residenza nel medesimo comune e il possesso di quel solo A/4. però si, così su due piedi, non vedo impedimenti normativi.mafalda rossi ha scritto:
ne approfitto per chiederti se la madre (comodataria) a sua volta registra il contratto di comodato per l'altro immobile ad un altro figlio , è corretto ? la madre riveste la doppia veste di comodataria e comodante?
Marito e moglie hanno comunicato di concedere al proprio figlio un immobile, allegando relativo contratto .
Nel fare le verifiche al catasto questo immobile deriva da una successione del padre del marito, successiovamente il marito ha ceduto la sua quota di proprietà (1/5) alla moglie e contestualmente ha rilevato la quota di tre fratelli.
Pertanto ad oggi l'immobile è in comproprietà tra 4 persone (due fratelli e rispettivi coniugi)
Chiedo al fine del comodato al figlio, non dovevano esserci delle liberatorie da parte degli altri due comproprietari?
E ai fini della riduzione IMU tale situazione che risvolti ha? Noi riteniamo che non si possa concedere.
Inoltre possiede tre immobili accatastati come A quindi già questa bastevole per il diniego
no anche se si presume che gli zii siano concordi nel far vivere il nipote in quell'immobile. ciò non toglie che il contratto di comodato da parte dei genitori aventi titolo, sia stato registrato e dunque l'adempimento richiesto ai fini della riduzione IMU adempiuto.mafalda rossi ha scritto: Chiedo al fine del comodato al figlio, non dovevano esserci delle liberatorie da parte degli altri due comproprietari?
la riduzione prevede che il genitore comodatario avente i requisiti registri il contratto, quindi non vedo su quale base normativa non concederla. il fatto che vi siano altri comproprietari (che comunque non avranno alcuna riduzione) non incide affattomafalda rossi ha scritto: E ai fini della riduzione IMU tale situazione che risvolti ha? Noi riteniamo che non si possa concedere.
chi?mafalda rossi ha scritto: Inoltre possiede tre immobili accatastati come A quindi già questa bastevole per il diniego
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Unborn ha scritto:no anche se si presume che gli zii siano concordi nel far vivere il nipote in quell'immobile. ciò non toglie che il contratto di comodato da parte dei genitori aventi titolo, sia stato registrato e dunque l'adempimento richiesto ai fini della riduzione IMU adempiuto.mafalda rossi ha scritto: Chiedo al fine del comodato al figlio, non dovevano esserci delle liberatorie da parte degli altri due comproprietari?
la riduzione prevede che il genitore comodatario avente i requisiti registri il contratto, quindi non vedo su quale base normativa non concederla. il fatto che vi siano altri comproprietari (che comunque non avranno alcuna riduzione) non incide affattomafalda rossi ha scritto: E ai fini della riduzione IMU tale situazione che risvolti ha? Noi riteniamo che non si possa concedere.
Il genitore che cede in comodato l'immobile al figlio
chi?mafalda rossi ha scritto: Inoltre possiede tre immobili accatastati come A quindi già questa bastevole per il diniego

