Un grande rischio incombe sugli Enti che avevano applicato aumenti all’imposta di pubblicità.
Analizzando la sentenza Corte Costituzionale n. 15/2018 prima e la Risoluzione del MEF, la n. 2 del 2018, emerge chiaramente come gli Enti debbano elaborare il bilancio 2019-2021 prendendo in considerazione due elementi di rischio:
- l’impossibilità di agire in aumento sull’imposta di pubblicità;
- l’accantonamento prudenziale a fronte delle possibili richieste di rimborso per quanto indebitamente pagato a fronte di aumenti non autorizzati.
Ricostruendo le date da prendere in considerazione vediamo come la delibera esplicita approvativa o confermativa delle maggiorazioni imposta pubblicità, adottata entro il 26 giugno 2012, legittima la richiesta di pagamento delle stesse da parte dell’ente locale; diversamente, una delibera approvativa o confermativa emessa in data successiva al 26 giugno 2012 è da ritenersi illegittima.
Imposta di pubblicità: tra blocchi e rimborsi
Noi già dal 1998/1999 abbiamo deliberato la maggiorazione del 20%, poi sempre confermata.
Ho capito bene...
consigliate di accantonare una somma per eventuali richieste di rimborso dal 2013 a tutto il 2018 e per il 2019 la delibera di approvazione delle tariffe dovrebbe prevedere la riduzione del 20%, riportando l'imposta alla tariffa base del 1997.
Rimarrebbe invece attuabile l'incremento applicato a seguito del DPCM 16.02.2001??
Grazie mille
Ho capito bene...
consigliate di accantonare una somma per eventuali richieste di rimborso dal 2013 a tutto il 2018 e per il 2019 la delibera di approvazione delle tariffe dovrebbe prevedere la riduzione del 20%, riportando l'imposta alla tariffa base del 1997.
Rimarrebbe invece attuabile l'incremento applicato a seguito del DPCM 16.02.2001??
Grazie mille
Moderatore Tutto PA ha scritto:Un grande rischio incombe sugli Enti che avevano applicato aumenti all’imposta di pubblicità.
Analizzando la sentenza Corte Costituzionale n. 15/2018 prima e la Risoluzione del MEF, la n. 2 del 2018, emerge chiaramente come gli Enti debbano elaborare il bilancio 2019-2021 prendendo in considerazione due elementi di rischio:
- l’impossibilità di agire in aumento sull’imposta di pubblicità;
- l’accantonamento prudenziale a fronte delle possibili richieste di rimborso per quanto indebitamente pagato a fronte di aumenti non autorizzati.
Ricostruendo le date da prendere in considerazione vediamo come la delibera esplicita approvativa o confermativa delle maggiorazioni imposta pubblicità, adottata entro il 26 giugno 2012, legittima la richiesta di pagamento delle stesse da parte dell’ente locale; diversamente, una delibera approvativa o confermativa emessa in data successiva al 26 giugno 2012 è da ritenersi illegittima.

