Buongiorno, per il discorso TARI delle utenze non domestiche quale e' la procedura per la corretta classificazione nelle categorie previste dal DPR 158/1999? C'e' un abbinamento diretto tra ATECO e CATEGORIA del DPR?
Si specifica che tale comune ha comunque sempre distinto la parte ufficio, esposizione rispetto a quella produttiva cioe' sono state impostate le superfici con il loro reale utilizzo.
Si richiede questo anche alla luce del nuovo Dlgs 116/2020 sui rifiuti dove non è ricompresa nell' elenco delle attivita' che producono rifiuti urbani quelle relative ATTIVITA' INDUSTRIALI con CAPANNONI DI PRODUZIONE.
CLASSIFICAZIONE UTENZE
- lucio guerra
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la classificazione è quella di sempre
In attesa di un auspicabile allineamento tra il Codice dell'ambiente (come modificato dal D.Lgs. 116/2020) e la normativa Tari la classificazione delle categorie è rimasta quella del DPR.
Vedo comunque diversi orientamenti: c'è chi si basa sull'attività economica svolta (e quindi sull'ATECO; non necessariamente quello primario, ma quello della sede/unità locale), c'è chi tiene conto delle destinazioni d'uso specifiche dei singoli locali/aree ricompresi nell'unità immobiliare. Si tratta di una scelta effettuata in sede di regolamento, che permette di recuperare a tassazione qualcosa anche nei capannoni industriali.
Vedo comunque diversi orientamenti: c'è chi si basa sull'attività economica svolta (e quindi sull'ATECO; non necessariamente quello primario, ma quello della sede/unità locale), c'è chi tiene conto delle destinazioni d'uso specifiche dei singoli locali/aree ricompresi nell'unità immobiliare. Si tratta di una scelta effettuata in sede di regolamento, che permette di recuperare a tassazione qualcosa anche nei capannoni industriali.

