BUON GIORNO,
PER CHI AVEVA ADOTTATO REGOLAMENTO IUC,
deve rifare anche (oltre al regolamento IMU) il regolamento TARI?
GRAZIE
regolamento TARI
- lucio guerra
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il regolamento iuc, di norma, era strutturato in componente IMU-TARI-TASI
- quindi non è obbligatorio rifare un regolamento TARI in quanto norma non abrogata (ma secondo me opportuno per attualizzare un testo del 2014
- è secondo me più che opportuno rifare un regolamento IMU in quanto disciplina totalmente riscritta e buona parte della vecchia abrogata
- quindi non è obbligatorio rifare un regolamento TARI in quanto norma non abrogata (ma secondo me opportuno per attualizzare un testo del 2014
- è secondo me più che opportuno rifare un regolamento IMU in quanto disciplina totalmente riscritta e buona parte della vecchia abrogata
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mafalda rossi
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Se un comune decide di avvalersi della possibilità di adottare le tariffe tari 2019 e poi per la rata di dicembre conguagliare con il PEF ARERA, il Comune deve comunque entro il 30/04/2020 modificare il regolamento TARI, inserito in quello IUC ossia togliere i riferimenti alla IUC , inserire nuova modalità dei versamenti, fare un cenno al bonus sociale , previo decreto _ giusto?
Inoltre il regolamento TARI _ iuc (intendo anteARERA) prevede un articolo relativo alla descrizione del PEF classico, occorre modificarlo adeguandolo ai riferimenti ARERA, e comunque inserire che solo per l'anno 2019 si provvederà ad applicare le tariffe 2019 e poi conguagliare a dicembre, o questo va inserito nella deliberazione di approvazione tariffe?
grazie anticipatamente
Inoltre il regolamento TARI _ iuc (intendo anteARERA) prevede un articolo relativo alla descrizione del PEF classico, occorre modificarlo adeguandolo ai riferimenti ARERA, e comunque inserire che solo per l'anno 2019 si provvederà ad applicare le tariffe 2019 e poi conguagliare a dicembre, o questo va inserito nella deliberazione di approvazione tariffe?
grazie anticipatamente
Noi siamo intenzionati ad effettuare la stessa bollettazione che abbiamo fatto per il 2019, poi effettuare il conguaglio a maggio 2021 con le tariffe del 2020, cosi come prevede il DL cura Italia.
A questo punto non so se modificare il regolamento, anche perchè il bonus sociale non è ancora definito.
A questo punto non so se modificare il regolamento, anche perchè il bonus sociale non è ancora definito.
V. R.
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mafalda rossi
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è lo stesso nostro dubbioVanzini ha scritto:Noi siamo intenzionati ad effettuare la stessa bollettazione che abbiamo fatto per il 2019, poi effettuare il conguaglio a maggio 2021 con le tariffe del 2020, cosi come prevede il DL cura Italia.
A questo punto non so se modificare il regolamento, anche perchè il bonus sociale non è ancora definito.
- lucio guerra
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È opportuno, a mio avviso, attualizzare un testo regolamentare vecchio di 6 anni, indipendentemente dal fatto che il comune voglia optare o meno per la deroga
- lucio guerra
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Ritengo possa essere approvato entro il 31 maggio, nei termini della scadenza di bilancioVanzini ha scritto:C'è nessuno di voi che sta facendo l'aggiornamento del Regolamento della TARI entro il 30 aprile 2020?
- AsproMonte
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Sì ma in che modo? Ad esempio sul bonus sociale come si potrebbe intervenire?lucio guerra ha scritto:È opportuno, a mio avviso, attualizzare un testo regolamentare vecchio di 6 anni, indipendentemente dal fatto che il comune voglia optare o meno per la deroga
Dove finisce la logica inizia la ferrovia (e la contabilità armonizzata)!
Nell'impossibilità di conoscere oggi come Arera disciplinerà il bonus sociale (anche se per certo lo modellerà su quello esistente per acqua-gas-elettrico):
1) se un ente ha già una regolamentazione di un bonus in senso lato sociale (per soggetti socioeconomicamente disagiati), manterrei questa disciplina, con una clausola di cedevolezza quando la normazione Arera sarà in vigore (non esageriamo con i sussidi
);
2) se un ente non ha regolamentato la cosa, farei un rinvio puro e semplice all'art. 57-bis del decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2020 e alle delibere e determine che l'Autorità deciderà di emanare in materia. In alternativa, dato che presumibilmente non esulerà alcuna discrezionalità in capo all'ente, in quanto a requisiti e iter procedurale di erogazione del bonus, non prevederei proprio niente.
I beneficiari del bonus dovrebbero essere: nuclei familiari con ISEE non superiore a 8.265 euro; famiglie numerose (almeno 4 figli a carico) con un ISEE non superiore a 20.000 euro; beneficiari del reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza.
Quello che mi preoccupa seriamente è l'impatto sul gettito di queste "brillanti" iniziative e come tali riduzioni verranno spalmate (redistribuzione delle tariffe? Quote perequative? Boh).
1) se un ente ha già una regolamentazione di un bonus in senso lato sociale (per soggetti socioeconomicamente disagiati), manterrei questa disciplina, con una clausola di cedevolezza quando la normazione Arera sarà in vigore (non esageriamo con i sussidi
2) se un ente non ha regolamentato la cosa, farei un rinvio puro e semplice all'art. 57-bis del decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2020 e alle delibere e determine che l'Autorità deciderà di emanare in materia. In alternativa, dato che presumibilmente non esulerà alcuna discrezionalità in capo all'ente, in quanto a requisiti e iter procedurale di erogazione del bonus, non prevederei proprio niente.
I beneficiari del bonus dovrebbero essere: nuclei familiari con ISEE non superiore a 8.265 euro; famiglie numerose (almeno 4 figli a carico) con un ISEE non superiore a 20.000 euro; beneficiari del reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza.
Quello che mi preoccupa seriamente è l'impatto sul gettito di queste "brillanti" iniziative e come tali riduzioni verranno spalmate (redistribuzione delle tariffe? Quote perequative? Boh).

