La riforma della PA trasforma profondamente la dirigenza pubblica con la creazione del ruolo unico:
• Ruolo unico per lo Stato: dirigenti delle amministrazioni statali, degli enti pubblici non economici nazionali, delle università e delle agenzie governative.
• Ruolo unico per le Regioni: comprendente anche i dirigenti della Asl.
• Ruolo unico per gli enti locali: comprendente anche i segretari comunali.
Restano, invece, esclusi dal ruolo unico i soggetti con contratto in regime pubblico: magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati e procuratori dello Stato, personale militare e di polizia, personale della carriera diplomatica e prefettizia.
Per ogni ruolo è prevista una specifica Commissione, su cui ricade il compito di verificare il rispetto dei criteri di conferimento degli incarichi e dell’utilizzo dei sistemi di valutazione per la loro attribuzione o revoca. Al termine di ogni incarico, in caso di valutazione negativa e di un periodo di collocamento in disponibilità senza l’assegnazione di nuovi incarichi, il dirigente incorre nel rischio di decadere dal proprio ruolo: tuttavia, per poter sfuggire al licenziamento, può richiedere il demansionamento volontario a funzionario.
Ulteriori novità riguardano la responsabilità e il trattamento economico:
• è imputabile esclusivamente ai dirigenti la responsabilità per l’attività gestionale e la verifica delle performance degli uffici;
• è prevista un’omogeneizzazione del trattamento economico fondamentale e accessorio nell’ambito di ogni ruolo unico.
Ruolo unico
è imputabile esclusivamente ai dirigenti la responsabilità per l’attività gestionale e la verifica delle performance degli uffici;
cosa vorrà dire? Che non vedremo più sindaci responsabili del servizio? nemmeno nei piccoli comuni(che comunque dovrebbero sparire!)?
cosa vorrà dire? Che non vedremo più sindaci responsabili del servizio? nemmeno nei piccoli comuni(che comunque dovrebbero sparire!)?

